Beirut & dintorni


Le notti di Beirut
agosto 7, 2010, 11:56 am
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Beirut è un Titanic che alla fine non affonda: la sua orchestra suona, i passeggeri danzano, la morte è vicina ma sembra che non debba arrivare mai. Quando nel 2006 le bombe israeliane dilaniavano centinaia di persone nel Sud sciita di Beirut, nei locali notturni di Achrafiyé e Hamra la gente ballava fino all’alba e i tappi di Krug saltavano allegramente. Tanto col rumore delle esplosioni non si riusciva a dormire. Un miscuglio di gioia e disperazione che si alimentano del loro contrasto. La guerra, con Israele o quella civile, è sempre lì che cova sotto la cenere: martedì scorso un incidente di confine è sembrato per un attimo riportare gli orologi al tempo della paura. Ma è stato un istante, poi le luci della notte si sono riaccese e la vita notturna è cominciata scintillante come sempre.  Claudio Gallo per “La Stampa”



Sì, insieme si può
agosto 3, 2010, 11:26 pm
Filed under: libano

Dicono che tutto sia (ri)cominciato con lo sdradicamento di alberi. Non conosco naturalmente la verità, anche perchè la storia (violenta) tra israeliani e libanesi offre sempre versioni diametralmente opposte. Ho passato un mese intorno a quel confine e so però per certo che le provocazioni sono continue. Quando c’ero io, subito dopo la fine della guerra del 2006, una sera sì e una sera no gli israeliani di notte piazzavano il filo spinato in pieno territorio libanese, come ad appropriarsi di un pezzo di spazio, salvo poi vederselo togliere dai militari dell’Unifil il mattino dopo (per non parlare del sorvolo dei caccia). Come in tutti i conflitti la verità è nascosta dalle bugie e dunque c’è solo da augurarsi che stavola si sia trattato solo di una scellerata parentesi, subito chiusa. I motivi per spingere sulla pace sono tanti, oltre a quello umanitario. Una nuova esplosione da quelle parti potrebbe risultare catastrofica e portare a sanguinose ripercussioni globali. A livello personale poi il dolore sarebbe grande. Ricordo il Libano come una terra da sogno, Beirut una capitale da mozzare il fiato. Indimenticabile il viaggio a sud dov’è possibile calpestare la storia del mondo. Tiro, città fenicia punto di partenza della civiltà mediterranea. Sarebbe il caso che ce ne ricordassimo, talvolta. Conservo tante immagini di quella trasferta, soprattutto una che vi offro come auspicio: sembra un  fotomontaggio ma invece è reale. In una via del centro di Beirut una chiesa cristiana e una moschea attaccate. Nella stessa strada ci sono anche una sinagoga e un tempio buddista. Segno che le religioni non dividono. Le divisioni ce le inventiamo noi.

Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar, scrittore libanese



Al bando le bombe a grappolo
agosto 2, 2010, 3:34 pm
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È entrata in vigore ieri la Convenzione che mette al bando le bombe a grappolo, proibendone la produzione, l´uso, lo stoccaggio e il trasferimento. Firmata nel dicembre 2008 a Oslo da 107 paesi, è stata ratificata da trenta nazioni, ma non dall´Italia. Le “cluster bomb” sono considerate un´arma particolarmente ignobile perché costituite da un contenitore di grandi dimensioni che, una volta lanciato, distribuisce a caso su una vasta area centinaia di piccole bombe. Queste rimangono attive per anni, colpendo soprattutto i civili. Lo stock mondiale delle bombe a grappolo è stimato su un miliardo di esemplari. I paesi che ne possiedono il maggior numero, Usa, Cina, Russia e Israele si sono rifiutati di firmare la Convenzione.



Fumetti per la pace
agosto 1, 2010, 11:36 pm
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Fumetti per il dialogo tra le culture nel campo profughi di Shatila a Beirut. La mostra è frutto del lavoro di giovani artisti libanesi e palestinesi insieme a fumettisti dell’area EuroMediterranea, provenienti da Marocco, Iraq, Italia, Macedonia e Olanda. Le opere esposte affrontano temi come il dialogo nel rispetto della differenza e di stereotipi da infrangere con la forza della creatività. La mostra, promossa dalla ONG Italiana COSV assieme alle associazioni libanesi Insan, Najdeh e Samandal (rivista di fumetti con redazione a Beirut), è stata inaugurata  all’interno del Centro Giovanile Palestinese di Shatila nella periferia di Beirut. Come sottolineano gli organizzatori del progetto, i fumetti realizzati all’interno del progetto “A comic competition on multicultural societies”, finanziato dalla Unione Europea e dall’Istituto di Cultura Italiana a Beirut, danno voce a ragazze eragazzi di differenti culture che vogliono trovare spazi di confronto al di là di pregiudizi e di luoghi comuni. Un messaggio forte che trova maggiore risalto nella cornice della difficile realtà quotidiana del campo. Altri disegni



La fine misteriosa di Suzanne
luglio 30, 2008, 1:39 pm
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 Un vero e proprio giallo, che sta scuotendo il mondo arabo. Sfigurata in viso e pugnalata in diverse parti del corpo: così è stata ritrovata senza vita nel suo appartamento a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Suzanne Tamim (31 anni), cantante pop libanese, da anni lontana dai palcoscenici del suo Paese. Lo riferisce il portale di notizie libanese «Al-Nashra». Secondo il sito internet, la Tamim è stata ritrovata morta lunedì scorso dopo che «per mesi aveva fatto perdere le sue tracce a familiari e conoscenti». «Il suo corpo – prosegue il portale – è stato pugnalato in diversi punti e il suo viso è stato sfigurato con un taglierino prima della sua morte». Residente «in segreto» da otto mesi a Dubai, dopo aver vissuto per anni al Cairo, la Tamim si era sposata due volte ma aveva divorziato da entrambi i mariti. La pop-star aveva raggiunto la sua notorietà nel 1996, quando vinse il concorso canoro nazionale Studio al-Fann (Artistic Studio). Il suo ultimo album risale al 2002, mentre è di due anni fa la sua canzone «Lovers», composta in occasione del primo anniversario dell’uccisione, in un attentato a Beirut, dell’ex premier libanese Rafiq Hariri.




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