Il nuovo governo
Beirut – Il segretario generale del Parlamento libanese Suhayl Bohji ha annunciato poco fa dal palazzo presidenziale di Baadba la nascita del nuovo governo di unità nazionale presieduto da Fuad Siniora. Bohji ha letto un decreto del presidente Michel Suleiman, che sancisce la formazione di un esecutivo di cui fanno parte 30 ministri. Poco dopo, in diretta televisiva, il premier Fuad Siniora ha affermato che “questo governo di unità nazionale sarà un governo di tutto il Libano, che ora torna alla vita normale”. Le priorità del nuovo esecutivo, ha aggiunto, “sono quelle di ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni e nella vita pubblica, e di preparare nel modo più trasparente possibile le prossime elezioni legislative del 2009″. Il secondo governo libanese guidato dal premier sunnita Fuad Siniora sarà ricordato per la presenza di ben cinque ministri del partito dell’ex generale Michel Aoun, leader cristiano dell’opposizione guidata dal movimento sciita filoiraniano Hezbollah che nell’esecutivo si è assicurata il diritto di veto, con 11 ministeri sui 30 totali, dato che ogni decisione dell’esecutivo deve avere l’approvazione dei due terzi dei ministri. Il blocco aounista ha ottenuto, oltre alla poltrona di vicepremier, assegnata al braccio destro di Aoun, Osama Abu Jamra, anche dicasteri strategici come l’energia, le telecomunicazioni, l’agricoltura e gli affari sociali. Hezbollah dal canto suo s’é ‘accontentato’ di un ministero, quello del lavoro, affidato a Muhammad Fneish, già ministro dell’energia nello scorso governo. Sempre tra le fila dell’opposizione, rilevante anche la presenza di tre ministri (Esteri confermati all’anziano Fawzi Sallukh, Salute e Industria) assegnati a uomini vicini a Nabih Berri, presidente del Parlamento e leader sciita alleato della Siria. Oltre alla guida del governo, la maggioranza parlamentare antisiriana si è assicurata, come previsto 16 ministeri. Tra questi spiccano quello dell’educazione, assegnato a Bahia Hariri, sorella dell’ex premier Rafik Hariri ucciso in un attentato nel 2005. Al neoeletto presidente della Repubblica Michel Suleiman è stata riservata una quota ‘neutrale’ di tre dicasteri, due dei quali (difesa confermato a Elias Murr, e interni a Ziad Barud) rappresentano il cosiddetto pacchetto della sicurezza.
