Beirut

Viaggio in Libano

Archive for Gennaio 2008

La polizia spara sui manifestanti

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Nelle stesse ore in cui la Lega Araba si riuniva al Cairo per discutere della crisi in Libano, la periferia sud di Beirut si è improvvisamente infiammata oggi pomeriggio e una protesta contro le continue interruzioni nell’erogazione di elettricità è degenerata in scontri a fuoco tra dimostranti ed esercito, costati la vita ad almeno otto persone (venti i feriti).  Dal quartiere di Shiyah, a maggioranza sciita, gli scontri si sono estesi in serata a numerose altre zone della periferia sud di Beirut (Al Rihab, Qafaat, Mar Elias), dove gruppi di giovani dimostranti hanno attuato blocchi stradali e dato alle fiamme cataste di pneumatici, interrompendo brevemente la circolazione anche lungo la strada per l’aeroporto internazionale della capitale libanese. Ansa.it

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Gennaio 27, 2008 alle 7:29 pm

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Un’altra bomba, ucciso giudice

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E’ salito a dieci morti, fra cui un alto ufficiale della polizia, il bilancio dell’attentato di stamattina in un quartiere cristiano di Beirut. Lo hanno detto fonti concordanti citate da emittenti tv. L’esplosione, provocata da una autobomba, è avvenuta a Furn al-Shebak, un quartiere nella zona est di Beirut, a maggioranza cristiana. Un giudice era l’obiettivo dell’ attentato, ha riferito Al-Manar, la Tv del movimento sciita Hezbollah secondo cui il magistrato è morto.

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Gennaio 25, 2008 alle 10:57 am

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Macabro ritorno di Nasrallah

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Hezbollah è in possesso delle “teste” e di “parti del corpo” di soldati israeliani, i cui resti erano stati abbandonati dai commilitoni. La macabra affermazione è dello sceicco Hassan Nasrallah. Il leader della milizia sciita libanese è riapparso oggi in pubblico, dopo oltre un anno, alla periferia meridionale di Beirut, roccaforte del Partito di Dio, in occasione delle celebrazioni per la festività della ‘Ashura’, una tra le più importanti del calendario sciita. Nasrallah si è posto alla testa di un corteo religioso cui si sono uniti decine di migliaia di fedeli.  La cattura di due militari di Tel Aviv, nel luglio 2006, innescò nel Libano meridionale un sanguinoso conflitto durato 34 giorni, e costato la vita a oltre 1.200 civili residenti nell’area, un terzo dei quali bambini, e a centosessanta cittadini d’Israele, per lo più sotto le armi. “Abbiamo le teste, le mani, i piedi e persino un cadavere quasi intatto, integro dalla testa al bacino – ha rivendicato Nasrallah -. L’Esercito israeliano ha lasciato dietro di sè i corpi di un largo numero di soldati”. Non è chiaro se lo sceicco intendesse riferirsi anche ai due militari presi in ostaggio dai suoi miliziani, e la cui cattura diede la stura alla guerra. Nel corso degli anni il gruppo radicale filo-iraniano, alleato della Siria, ha talora effettuato con Israele scambi basati sul rilascio di propri uomini in cambio della restituzione di resti di soldati nemici uccisi in azione.  Repubblica.it

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Gennaio 20, 2008 alle 1:49 am

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Attacco all’ambasciata americana

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Una forte esplosione è avvenuta a Beirut martedì pomeriggio nella zona a nord della capitale del Libano nell’area a prevalenza cristiana del quartiere Dora-Karantina. Secondo notizie ufficiali libanesi vi sarebbe almeno quattro morti e sedici feriti. Colpite alcune auto dell’ambasciata americana in Libano che sono state investite dall’esplosione (forse un’autobomba) mentre passavano. Le persone decedute sono tutte libanesi, tra i feriti c’è anche un americano (in condizioni non gravi) e un iracheno. Solo quattro giorni era stata annunciata la cattura del numero due di Al Qaeda nel Paese dei cedri: Nabil Muhammad Ghasub Rahim è ritenuto il responsabile dell’arruolamento nell’organizzazione terroristica di giovani sauditi. L’ultimo attentato a Beirut è avvenuto lo scorso 12 diccembre, quando un’autobomba uccise il generale François al-Hajj, considerato uno dei più probabili candidati alla guida delle forze armate con l’elezione a capo dello Stato dell’attuale titolare, il generale Michel Suleiman, cosa che è stata rimandata più volte a causa dei contrasti politici tra fazioni libanesi.

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Gennaio 15, 2008 alle 7:13 pm

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Attentato contro l’Unifil

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Anche alcuni civili, in numero ancora imprecisato, sono rimasti feriti nell’attentato di martedì pomeriggio a sud di Beirut, dove un ordigno è esploso al passaggio di un camion dell’Unifil, la forza Onu in Libano. Lo ha riferito Al-Manar, la Tv del movimento sciita Hezbollah. L’emittente ha aggiunto che nell’esplosione sono rimasti feriti almeno due caschi blu del contingente irlandese dell’Unifil. La nazionalità dei caschi blu feriti è stata confermata anche dall’agenzia ufficiale libanese Nna, che in un primo momento aveva invece affermato che i feriti erano caschi blu del contingente spagnolo dell’Unifil. Nessun militare italiano è rimasto coinvolto nell’attentato. Un ordigno, posto sul ciglio della carreggiata, è esploso sull’autostrada che collega la capitale libanese al Libano meridionale nei pressi del villaggio di Rmeileh, a 36 km dalla capitale Beirut. Il 24 giugno scorso, sei caschi blu del contingente spagnolo dell’Unifil erano rimasti uccisi nell’esplosione di un’autobomba nei pressi di Khiam, nel sud del Libano.

Written by pinoscaccia

Gennaio 8, 2008 alle 5:02 pm

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