Archive for Luglio 2007
La miss libanese
Wafaa Ganahi è Miss mondo arabo. La ragazza, velata, proveniente dal Baharain è stata eletta al Cairo la più bella. Dietro di lei, miss Egitto e miss Libano, Abeer Layous (a sinistra nella foto).
Un anno dopo
Quando una guerra è lontana si dimenticano le ragioni per cui è stata fatta: il casus belli dicevano i latini. Vi racconto il Libano visto un anno dopo il conflitto con Israele che ha portato il lutto in millequattrocento famiglie; ha occupato cinquemila letti d’ospedale di feriti; ha lasciato interi villaggi di gente senza casa; ha inquinato cento chilometri di costa mediterranea, ha distrutto ponti, strade, acquedotti, centrali elettriche, privando il Paese delle infrastrutture necessarie alla sopravvivenza. Il mondo non ricorda i perché di quei 34 giorni di atrocità. Per gli analisti della geopolitica è già passato remoto, per quattro milioni di libanesi è ancora motivo di angoscia quotidiana. La guerra non è cominciata il 12 luglio 2007. Per capirlo bisogna infilarsi nei rancori atavici figli delle tante ingiustizie mediorientali. Giuseppe Bonavolontà Articolo21
Disegnare la guerra in diretta
Mazen Kerbaj, disegnatore di Beirut, racconta il suo dramma, e quello della sua gente, attraverso vignette che pubblica su un blog.
Campo profughi

Soldati libanesi a Nahr al Bared
Sciiti contro hezbollah
Si chiama ‘Intimaa Lubnan, ‘Scelta libanesé, e ha l’ambizione di scalzare l’influenza di Hezbollah il nuovo movimento sciita che verrà costituito domani a Beirut con l’obiettivo di “costruire lo Stato libanese”. L’appuntamento è in un albergo sul lungomare della capitale libanese, dove i promotori sciiti del nuovo movimento – uomini politici, intellettuali, giornalisti, imprenditori, professori universitari ed ex esponenti del Partito comunista e della sinistra – si presenteranno per la prima volta in pubblico, all’insegna dello slogan “Insieme per il Libano”. “Il nostro messaggio alla comunità sciita è che è nel nostro interesse come libanesi costruire lo Stato. Una volta costruito, lo Stato opererà nell’interesse di tutto il popolo libanese e quindi anche della nostra comunità”, ha spiegato oggi all’ANSA nel suo ufficio di Beirut e nel suo buon italiano il fondatore del nuovo movimento, Ahmad al Assaad. Figlio di un ex presidente sciita del Parlamento libanese, Assaad non ha dubbi: “Il problema più importante in Libano è ora costituito dalla politica di chi dice di rappresentare la comunità sciita, vale a dire Hezbollah, che non ha alcun interesse a costruire lo Stato libanese”. A detta di Assaad, “lo Stato libanese è l’opposto del progetto di Hezbollah, che solo da due anni ha cominciato a parlare di Libano per una questione di marketing politico”. Ansa.it
Attacco finale

È cominciato all’alba con il bombardamento di Nahr-el-Bared l’attacco finale al campo profughi palestinese alle porte di Tripoli, nel nord del Paese, assediato dal 20 maggio. Nelle otto settimane di combattimenti tra soldati e i miliziani qaedisti di Fatah-al-Islam il bilancio parla di 207 morti. Gli ultimi, due soldati libanesi, oggi. Si tratta del conflitto interno più grave dalla guerra civile del periodo 1975-1990. L’attacco dell’esercito arriva a un giorno dallo sgombero dei civili da Nahr-el-Bared e rappresenta «il primo passo nella battaglia finale», come ha spiegato un ufficiale libanese. Inutili, fin qui, tutti i tentativi di mediazione da parte di capi religiosi. I carri armati libanesi sono stati schierati di fronte a uno degli ingressi, quello settentrionale, del campo. Corriere.it