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Errori e mancanze. Sono le accuse che la commissione d’inchiesta sulla guerra in Libano ha mosso nei confronti del primo ministro israeliano Ehud Olmert, del ministro della Difesa Amir Peretz e del capo di stato maggiore generale Dan Halutz. Secondo il rapporto preliminare, Olmert, un sindacalista a digiuno di nozioni militari, si sarebbe lasciato influenzare dallo stato maggiore militare israeliano, mentre le forze armate avrebbero sottostimato l’impatto del lancio di 4 mila razzi da parte delle milizie sciita libanesi di Hezbollha, che la scorsa estate costrinsero circa un milione di israeliani a entrare nei rifugi antiaerei. Inoltre l’esercito non ha saputo annientare l’apparato militare di Hezbollah. Per la commissione Olmert non aveva «piani ben collaudati» prima dell’attacco al Libano. «Agli errori e alle mancanze» sarà posto rimedio, ha replicato l’ufficio di Olmert alle prime conclusioni del rapporto preliminare. Israele ammette la sconfitta
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