Beirut

Morte e distruzione, ancora

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Maggio 9th, 2008

In poche ore i miliziani del movimento sciita Hezbollah hanno preso il controllo di gran parte di Beirut ovest e hanno messo a tacere tre importanti organi d’informazione della coalizione governativa antisiriana, mentre uomini armati del partito sunnita di maggioranza si sono arresi e hanno consegnato le armi all’esercito libanese nei loro ultimi bastioni. Beirut appare una città deserta, presidiata dai blindati: l’attività nel porto è sospesa fino a nuovo ordine, i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare e chi si avventura fuori di casa cerca di fare scorte. Non appena il leader di Hezbollah, Sayyed Hasan Nasrallah, ha concluso la sua conferenza stampa ieri pomeriggio, i suoi seguaci hanno iniziato ad assaltare gli uffici del partito sunnita al-Mustaqbal (il Futuro) guidato da Saad Hariri, a capo della maggioranza parlamentare. Intorno alla mezzanotte e dopo una violenta battaglia, in cui sono stati usati anche razzi sparati con lanciagranate, i miliziani sciiti di Hezbollah hanno preso il controllo quasi totale di Beirut ovest, dove si concentrano i quartieri abitati in prevalenza da musulmani sunniti. Ansa.it   Libano

Povera Beirut. Ricordo le passeggiate gradevoli nell’isola pedonale, le chiacchiere con gli amici, la cucina mediterranea nei ristorantini sotto i portici, quelle scarpinate a vedere il mare. Ricordo soprattutto l’allegria: sparita, d’un colpo, per l’ennesima volta nella storia libanese. Il destino di un popolo senza pace.

Tornano gli scontri a Beirut

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Maggio 8th, 2008

Sale la tensione in Libano. E la situazione rischia di precipitare. Violenti scontri sono infatti scoppiati a Beirut poco dopo le dichiarazioni del leader del movimento sciita Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah. Secondo quest’ultimo, le decisioni adottato dal governo libanese contro il suo gruppo sono una vera e propria «dichiarazione di guerra». Nasrallah ha attaccato in particolare il provvedimento dell’esecutivo finalizzato a smantellare la rete telefonica controllata da Hezbollah. «Quella rete di telecomunicazioni è l’arma più importante in mano alla resistenza», ha chiarito Nasrallah. Poco dopo queste affermazioni, violenti scontri sono scoppiati nella capitale tra sostenitori della maggioranza parlamentare libanese anti-siriana e attivisti dell’opposizione. Il bilancio provvisorio, secondo fonti ospedaliere, è di almeno 4 morti e 8 feriti. Corriere.it

Contro l’Unifil

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Maggio 7th, 2008

Dure critiche di Israele all’Unifil, la Forza dell’Onu in Libano e al suo comandante, il generale italiano Claudio Graziano. Secondo fonti di Gerusalemme, citate dal quotidiano Hareetz, l’Unifil non riferisce al Consiglio di sicurezza dell’Onu un quadro preciso della situazione in sud Libano, “dissimulando intenzionalmente” violazioni della risoluzione 1701 dell’Onu da parte degli Hezbollah. Pronta la replica della forza di pace che in un comunicato ha definito “prive di fondamento” e “totalmente inaccettabili” le affermazioni. Il ministro degli Esteri in pectore Franco Frattini: “Occorre rivedere le regole di ingaggio”.  Repubblica.it

Certo, per la prima volta l’arbitro fa l’arbitro. E qualcuno non è abituato.

Via dal Libano, perchè?

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Marzo 14th, 2008
La politica estera irrompe nella campagna elettorale. Ad accendere il dibattito le dichiarazioni del’ex ministro della Difesa Antonio Martino su un possibile disimpegno dell’Italia in Libano. In un’intervista Martino ha affermato: «Occorrerebbe ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza militare in Libano, aumentare significativamente il numero dei nostri uomini in Afghanistan e inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo». Parole che hanno provocato la dura replica del centrosinistra. Corriere. it  Senza entrare nel merito politico, ma limitandoci ad analizzare la situazione sul campo, una cosa è certa: se andasse via la forza multinazionale dal Libano in pochi minuti si scatenerebbe l’inferno. Senza considerare oltretutto che l’esperienza libanese, la prima in assoluto interamente europea, ha segnato uno spartiacque importante, con l’unione finalmente protagonista e non più succube delle decisioni americane. Certamente a qualcuno dà fastidio, cioè a quelli che non gradiscono un arbitro finalmente imparziale. L’idea di Martino non è sicuramente frutto di spirito umanitario anche perchè sposterebbe i nostri militari in Iraq. Già, in Iraq: perchè dovremmo tornare?

La rabbia degli hezbollah

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Febbraio 14th, 2008

“Se Israele vuole la guerra, guerra sia”. Hassan Nasrallah si è rivolto con queste parole alla folla ai funerali di Imad Mughnieh, il comandante militare di Hezbollah ucciso ieri a Damasco. “Se i sionisti vogliono la guerra, l’avranno; se guerra aperta deve essere, guerra aperta sia”, ha urlato il capo politico del “partito di Dio”. La guerra cominciata nel 2006 con Israele non è finita, ha aggiunto Nasrallah. “La guerra di luglio non è finita, va avanti e non è mai stata dichiarata una tregua…il sangue di Imad Mughnieh contribuirà alla scomparsa dello Stato ebraico”, ha urlato Nasrallah alla folla. “I sionisti hanno pensato che uccidere Mughnieh fosse una grande impresa e che così riuscissero a far crollare la resistenza, ma si sono sbagliati perché noi continuiamo a combattere e al sud non è in vigore nessun cessate il fuoco. - ha concluso Nasrallah - Con la morte di Mughniyeh, è iniziata la nostra decisiva vittoria finale”. Dopo l’attentato che ieri ha eliminato Mughnieh, è massima allerta in Israele e nelle rappresentanze diplomatiche dello Stato ebraico. Esercito, marina e aviazione militare con la Stella di David, allertate dal capo di Stato maggiore Gaby Ashkenazi, sarebbero pronte a rispondere a un eventuale attacco di Hezbollah, che ha indicato nello Stato ebraico il mandante dell’omicidio.

La polizia spara sui manifestanti

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Gennaio 27th, 2008

Nelle stesse ore in cui la Lega Araba si riuniva al Cairo per discutere della crisi in Libano, la periferia sud di Beirut si è improvvisamente infiammata oggi pomeriggio e una protesta contro le continue interruzioni nell’erogazione di elettricità è degenerata in scontri a fuoco tra dimostranti ed esercito, costati la vita ad almeno otto persone (venti i feriti).  Dal quartiere di Shiyah, a maggioranza sciita, gli scontri si sono estesi in serata a numerose altre zone della periferia sud di Beirut (Al Rihab, Qafaat, Mar Elias), dove gruppi di giovani dimostranti hanno attuato blocchi stradali e dato alle fiamme cataste di pneumatici, interrompendo brevemente la circolazione anche lungo la strada per l’aeroporto internazionale della capitale libanese. Ansa.it

Un’altra bomba, ucciso giudice

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Gennaio 25th, 2008

E’ salito a dieci morti, fra cui un alto ufficiale della polizia, il bilancio dell’attentato di stamattina in un quartiere cristiano di Beirut. Lo hanno detto fonti concordanti citate da emittenti tv. L’esplosione, provocata da una autobomba, è avvenuta a Furn al-Shebak, un quartiere nella zona est di Beirut, a maggioranza cristiana. Un giudice era l’obiettivo dell’ attentato, ha riferito Al-Manar, la Tv del movimento sciita Hezbollah secondo cui il magistrato è morto.

Macabro ritorno di Nasrallah

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Gennaio 20th, 2008

Hezbollah è in possesso delle “teste” e di “parti del corpo” di soldati israeliani, i cui resti erano stati abbandonati dai commilitoni. La macabra affermazione è dello sceicco Hassan Nasrallah. Il leader della milizia sciita libanese è riapparso oggi in pubblico, dopo oltre un anno, alla periferia meridionale di Beirut, roccaforte del Partito di Dio, in occasione delle celebrazioni per la festività della ‘Ashura’, una tra le più importanti del calendario sciita. Nasrallah si è posto alla testa di un corteo religioso cui si sono uniti decine di migliaia di fedeli.  La cattura di due militari di Tel Aviv, nel luglio 2006, innescò nel Libano meridionale un sanguinoso conflitto durato 34 giorni, e costato la vita a oltre 1.200 civili residenti nell’area, un terzo dei quali bambini, e a centosessanta cittadini d’Israele, per lo più sotto le armi. “Abbiamo le teste, le mani, i piedi e persino un cadavere quasi intatto, integro dalla testa al bacino - ha rivendicato Nasrallah -. L’Esercito israeliano ha lasciato dietro di sè i corpi di un largo numero di soldati”. Non è chiaro se lo sceicco intendesse riferirsi anche ai due militari presi in ostaggio dai suoi miliziani, e la cui cattura diede la stura alla guerra. Nel corso degli anni il gruppo radicale filo-iraniano, alleato della Siria, ha talora effettuato con Israele scambi basati sul rilascio di propri uomini in cambio della restituzione di resti di soldati nemici uccisi in azione.  Repubblica.it

Attacco all’ambasciata americana

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Gennaio 15th, 2008

Una forte esplosione è avvenuta a Beirut martedì pomeriggio nella zona a nord della capitale del Libano nell’area a prevalenza cristiana del quartiere Dora-Karantina. Secondo notizie ufficiali libanesi vi sarebbe almeno quattro morti e sedici feriti. Colpite alcune auto dell’ambasciata americana in Libano che sono state investite dall’esplosione (forse un’autobomba) mentre passavano. Le persone decedute sono tutte libanesi, tra i feriti c’è anche un americano (in condizioni non gravi) e un iracheno. Solo quattro giorni era stata annunciata la cattura del numero due di Al Qaeda nel Paese dei cedri: Nabil Muhammad Ghasub Rahim è ritenuto il responsabile dell’arruolamento nell’organizzazione terroristica di giovani sauditi. L’ultimo attentato a Beirut è avvenuto lo scorso 12 diccembre, quando un’autobomba uccise il generale François al-Hajj, considerato uno dei più probabili candidati alla guida delle forze armate con l’elezione a capo dello Stato dell’attuale titolare, il generale Michel Suleiman, cosa che è stata rimandata più volte a causa dei contrasti politici tra fazioni libanesi.

Attentato contro l’Unifil

Pubblicato su libano by pinoscaccia su Gennaio 8th, 2008

Anche alcuni civili, in numero ancora imprecisato, sono rimasti feriti nell’attentato di martedì pomeriggio a sud di Beirut, dove un ordigno è esploso al passaggio di un camion dell’Unifil, la forza Onu in Libano. Lo ha riferito Al-Manar, la Tv del movimento sciita Hezbollah. L’emittente ha aggiunto che nell’esplosione sono rimasti feriti almeno due caschi blu del contingente irlandese dell’Unifil. La nazionalità dei caschi blu feriti è stata confermata anche dall’agenzia ufficiale libanese Nna, che in un primo momento aveva invece affermato che i feriti erano caschi blu del contingente spagnolo dell’Unifil. Nessun militare italiano è rimasto coinvolto nell’attentato. Un ordigno, posto sul ciglio della carreggiata, è esploso sull’autostrada che collega la capitale libanese al Libano meridionale nei pressi del villaggio di Rmeileh, a 36 km dalla capitale Beirut. Il 24 giugno scorso, sei caschi blu del contingente spagnolo dell’Unifil erano rimasti uccisi nell’esplosione di un’autobomba nei pressi di Khiam, nel sud del Libano.